Enciclopedia del vermouth

Vermutpedia

Rojo

Castell'Alfero

Rosso · Artigianale · Amabile

Mainardi Vermouth di Torino

Liquoreria Mainardi

Castell'Alfero , Italia

Impressione generale

Vermutpedia sta rivalutando il catalogo italiano; il punteggio Vermutpedia di questa scheda resta in sospeso fino al completamento del nuovo ciclo di degustazione. Mainardi Vermouth di Torino — commercializzato come «Vermouth dell'Accademia» — è il vermouth d'autore di Giusi Mainardi e Pierstefano Berta, ricercatori di storia del vino, realizzato in collaborazione con l'Accademia di Agricoltura di Torino, fondata nel 1785 da Vittorio Amedeo III di Savoia secondo liquoreriamainardi.it. Il progetto recupera una ricetta dell'inizio del XX secolo — il periodo di nascita e successo del Vermouth di Torino rosso — elaborata esclusivamente con vini del Piemonte e arricchita con tre artemisie storiche: absinthium, pontica e la rara vallesiaca, quasi estinta oggi, più estratti naturali di erbe officinali e spezie pregiate. Certificato come Vermouth di Torino Superiore a 17% vol. secondo il disciplinare IGP, è un prodotto di nicchia a bassi volumi, non di produzione di massa. L'etichetta riproduce il logo dell'Accademia, l'anno 1785 e il monogramma di Vittorio Amedeo III in stile Liberty torinese. Mainardi è membro del Consorzio del Vermouth di Torino. Per Vermutpedia rappresenta il recupero patrimoniale del vermouth piemontese: storia accademica, artemisia vallesiaca, vino piemontese e produzione limitata verificabile nel sito ufficiale della Liquoreria Mainardi.

Naso e bocca

La scheda tecnica ufficiale su liquoreriamainardi.it descrive un colore giallo dorato con riflessi brillanti — profilo più ambrato che rubino — un naso delicato e piacevolmente aromatico con sensazione fruttata del vino base, e un palato dolce, armonioso, dalla personalità franca e dalla lunga persistenza. Le tre artemisie — tra cui la vallesiaca recuperata per rispettare la ricetta originale — generano profumi e sapori avvolgenti secondo il sito del progetto Accademia. Al naso: profilo balsamico e conviviale, erbe, spezie e dolcezza moderata con amarezza dell'artemisia presente ma elegante, nel registro del «vino di lusso» storico torinese. In bocca, equilibrio tra dolcezza armoniosa e amarezza erbacea strutturata; lunga persistenza senza aggressività. Il vino base bianco piemontese — scelto per il suo specifico profilo sensoriale adatto alla ricetta ottocentesca — fornisce frutta e rotondità prima della macerazione di erbe e spezie tipiche del Vermouth con assenzio di origine piemontese. Rispetto ai vermouth torinesi industriali, Mainardi è più rigoroso dal punto di vista accademico, più raro nell'artemisia e più limitato nella produzione. Per chi valuta i vermouth con una vera ricerca storica alle spalle, questa bottiglia offre un'esperienza gustativa «molto gradevole e indimenticabile» come la descrive la stessa casa.

Come servirlo

La scheda ufficiale raccomanda Mainardi come aperitivo: puro, on ice, accompagnato da delicatessen da aperitivo, ostriche, antipasti e piccola pasticceria. Servito liscio in un calice da aperitivo o in un bicchiere corto con ghiaccio, il profilo dolce-armonioso e l'amarezza dell'artemisia si reggono da soli come aperitivo d'autore senza necessità di miscelazione. In un classico Mi-To — vermouth e bitter secco con soda — porta eleganza storica e complessità erbacea che elevano il calice ben al di sopra di un vermouth da supermercato. Anche in Negroni o Manhattan in registro più morbido, dove il 17% vol. e la dolcezza moderata bilanciano gin e bitter. La produzione limitata e il carattere di «Vermouth dell'Accademia» lo collocano come bottiglia per occasioni speciali, degustazioni o regalo per gli appassionati del Vermouth di Torino. Si abbina con ostriche, canapé, foie gras leggero e biscotti secchi piemontesi. Gli ordini si effettuano direttamente alla casa per telefono o e-mail come indicato su liquoreriamainardi.it. Per Vermutpedia, Mainardi merita di essere gustato con rispetto per il suo contesto storico: aperitivo puro o Mi-To, ghiaccio e la consapevolezza di bere una ricetta del 1900 recuperata dall'Accademia di Agricoltura di Torino.

Contesto di produzione

Il «Vermouth dell'Accademia» Mainardi nasce dal lavoro di Giusi Mainardi e Pierstefano Berta con l'Accademia di Agricoltura di Torino, istituzione scientifica fondata nel 1785 per il progresso delle scienze agrarie. La ricetta unisce tre artemisie classiche più la vallesiaca, rispettando le formulazioni d'epoca e promuovendo il recupero di questa specie aromatica quasi scomparsa. Elaborazione secondo la scheda ufficiale: uva vendemmiata a metà settembre, fermentazione lenta in acciaio fino all'esaurimento degli zuccheri, sosta di circa sei mesi in inox, macerazione di erbe e spezie per alcune settimane, travaso e aggiustamenti organolettici, riposo in bottiglia di circa due mesi prima dell'imbottigliamento. Vino base bianco piemontese, assenzio piemontese, ampia gamma di erbe e spezie del disciplinare. Nota: la scheda tecnica storica indica 50 cl e 16% vol. nella versione precedente, mentre il progetto Accademia dichiara 17% Superiore; Vermutpedia mantiene 17% vol. e 75 cl del catalogo. Prodotto di nicchia; ordini a giusi.mainardi@ippocrasso.it o +39 0141 822607. Membro del Consorzio del Vermouth di Torino. Per Vermutpedia, Mainardi è un vermouth di ricerca storica: Accademia 1785, artemisia vallesiaca, Piemonte, piccola serie ed etichetta in stile Liberty verificabile su liquoreriamainardi.it.

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